|
|
6月30日 Fumo: Benson Blu Attendo: Che l’acqua bolla Mood: Incazzata con mio fratello che non ha fatto
la spesa, ho dovuto elemosinare un pezzo di parmigiano
Dopo una settimana passata a dirmi “Oggi Posto” e “Oggi
Posto” e “Oggi Posto”, eccomi qui a postare, a dimostrazione del fatto che
prima o poi anche io faccio qualcosa. Come potete notare ho levato la foto da web cam (ero l’unica
a farmene, quindi il mio ego rischiava di essere troppo pompato), prontamente
sostituita da una specie di lista in piccole iconcine di cose che i piacciono,
e ho aggiunto il guest book (firmatelo numerosi!). Scherzi a parte, c’è in primo luogo un augurio da fare. Aletta, mia compagna di chiacchiere on-line, oggi è
convolata a giuste nozze, quindi, qui da Roma brindo per lei (con del succo d’arancia,
ho solo quello!) e alla sua vita matrimoniale, che è un po’ anche il sogno
della mia vita (sono romantica, anche se non lo do a vedere, piango davanti ai
film con Meg Ryan), e le auguro che il suo matrimonio sia stato e sarà splendido,
ma d’altra parte non potrà che andare così! Purtroppo, il piccolo angolo delle condoglianze, un bacio e
un abbraccione forte alla mia socia Maru, che ha perso Yumi, la sua
conigliottolottolottola splendida, amica da dieci anni, e, sebbene molti non lo
capiscono, ricordo che perdere un animale è un po’ come perdere un membro della
propria famiglia... E buon viaggio a Gigio e Fra, che, la prossima settimana
partono alla volta della Andalusia (e per questo ora mi ascolto Spanish Bombs
dei Clash), ancora una volta adoperando la mia tenda come casetta (mi chiedo se
non dovrei regalarla a loro, visto che io c’ho fatto mezzo viaggio) Poi, Poi, Poi… Allora, dopo l’angolo di baci e degli abbracci, ecco quello
della promozione. Visto che il mio progetto di Karaoke Crashing viene un po’ schifato
dai navigatori (se non sai nemmeno di che parlo, clicca qui), vi segnalo una
cosa simile e divertentissima, il Flashmob. Per chi ignorasse il significato di tale parola, riporto parte
di ciò che potete leggere cercando il termine su Wikipedia.
“Con il termine flash mob si indica un gruppo di
persone che si riunisce all'improvviso in uno spazio pubblico, mette in pratica
un'azione insolita generalmente per un breve periodo di tempo per poi
successivamente disperdersi. Il raduno viene generalmente organizzato
attraverso comunicazioni via internet o tramite telefoni cellulari. In molti
casi, le regole dell'azione vengono illustrate ai partecipanti pochi minuti
prima che l'azione abbia luogo. Nella maggior parte dei casi, il flash mob non
ha alcuna motivazione se non quella di rompere l'ordinarietà dell'esistente. I
partecipanti all'azione si incontrano in un punto prestabilito per realizzare
assieme un'azione corale che non ha alcun senso, se non contestualizzato in
quei brevi istanti di evento. In questi casi, il flash mob si presenta come
un'azione apolitica, aconfessionale, priva di connotazioni religiose, politiche
o sociali; in essa viene unicamente incoraggiata la piena libertà di espressione.”
Ok, io trovo il concetto estremamente affascinante, e la mia
altra compagna di chiacchiere on-line, nonché portatrice del verbo del Karaoke
Crashing nella città della madunina, Sara, ha deciso di aprire un forum suo per
organizzare azioni di flashmobbing. La cosa mi piace, e credo piacerà anche a
molti di voi che mi leggono vista la vostra spiccata ironia (un bel pompino a
tutti, non fa mai male!), quindi propongo a tutti voi di andare almeno a dare
un occhiatina al suo forum, magari potreste avere idee ridicole da mettere in
atto, io già ne sto pensando qualcuna… E per quanto riguarda me? Questa settimana ho rispettato (non del tutto, ma
conoscendomi, è un traguardo comunque) una promessa fatta ad una persona a cui
tengo e ho ripreso la buona vecchia matita in mano. Le idee sono poche e confuse, ma ho un bel blocco piccolo nero
con della buona carta e, soprattutto, che entra perfettamente nella mia
borsetta bordeau. Da quando ho finito l’università mi sono un po’ arenata, ho
iniziato a vivere troppo alla giornata, l’impiego in edicola mi ha, da un lato
messo in gioco per via del mio carattere acido (sostituito da un sorriso e
mille salamelecchi) e per la mia pigrizia (sostituita dalla sveglia alle otto
dal lunedì al sabato) e ha gonfiato il mio portafoglio (prontamente svuotato
dopo l’acquisto della mia Wii, ma che comunque mi permetterà di pagarmi due
viaggi quest’estate), dall’altro sono diventata estremamente immobile e
vincolata al fatto che ho un lavoro e ho dei soldi. Sono pochi, per i miei progetti, molti per chi non ne ha, ho
ventiquattro anni suonati e dovrei uscire dallo stato di apatia che
caratterizza tutti quelli che fanno parte della generazione y come me. Sogno una casa mia, sogno un lavoro che mi faccia adoperare
l’inventiva che sonnecchia da qualche parte in fondo al mio grasso corpo, sogno
l’amore, sogno le amicizie. E, forse, è il caso di svegliarsi e rendere tutto questo
reale. Un bacio dalla vostra blogger sgangherata, ma sempre ottimista! 6月23日 Mood: Mhhh (una sorta di lamento, Gigio lo odierebbe se lo
sentisse)
Ecco, ho parlato troppo presto. Quanti volte voi, e per voi intendo quelli che mi sentono
abitualmente al telefono, mi avete
sentito vantarmi del fatto che sono riuscita a passare questo anno senza
buscarmi un raffreddore, una febbricola o una stupida malattia stagionale?
Penso almeno una decina di volte a cranio, vista la mia attitudine allo
straparlare e, soprattutto, visto il mio fisico fracico. Ed eccomi qui, più vicina al ferragosto che al Natale, con
il naso che perde muco, la gola irritata, l’isteria causata dal non poter
fumare per colpa della gola irritata e un bel mal di testa per concludere il
tutto. Chi la fa la spetti, dicono così, e io, ho cantato vittoria
troppo presto. Così, da martedì che ho collassato mentre vendevo giornali,
respiro a mala pena. In questi giorni di isolamento domestico stile quarantena ho
visto parecchi film che avevo in lista d’attesa, ho letto un po’, e,
ovviamente, ho giocato, per poco causa collassi da ipersudorazione, con la wii. Mio fratello si è presentato martedì con una bella copia di
Rayman Raving Rabbitds che il suo caro amico Luca, esempio di vita per me visto
che possedeva la wii già prima che uscisse avendola prenotata al negozio giorni
prima del lancio, ha deciso di venderci per una ventina di euro. Io, titubante a causa della provenienza geografica errata
del videogame (Francia, lo so, passo per razzista, ma ho le mie buone ragioni
per avercela con i francesi), bofonchio qualcosa del tipo “Non mi avrete mai,
incivili!”. Se non fosse che, dopo cinque minuti, il mio beneamato
fratello (ah, prima che me ne scordo, ha aperto il suo blog e mi ha chiesto di
pubblicizzarlo un po’, quindi cliccate qui!) se ne stava in camera mia a ballare
sulle note di Misirlou, che sarebbe quella bella canzone, presente in Pulp
Fiction (me che ho scoperto essere la rielaborazione di una vecchia canzone
greca molto affascinante) e che poi i Black Eyed Peas hanno campionato e riutilizzato
per la loro Pump it. Ora, voi non potete immaginare quanto io posso apprezzare
quegli idiotissimi giochi tipo Dance With Intensity o Dance Dance Revolution,
per intenderci, quel genere di giapponeserrimo videogioco che prevede una
frenetica danza su di una pedana, e, anelo, quasi quanto possedere Mario Party
8 (che è uscito oggi, messaggio subliminale a chi ancora non mi ha fatto il
regalo di compleanno), di avere Dance Dance Revolution Hottest Party che è in
programma per la wii. Comunque, me lo trovo li, nella sua incapacità di movimenti,
a cercare di completare questo minigioco. Inutile dirlo, il vanto è in me, che alla prima botta, anzi
no, alla seconda perché non avevo capito come funzionavano i controller, supero
egregiamente il livello danzerino, grazie al mio innato senso del movimento (?)
e del ritmo (?). Così sfratto il mio consanguineo dalla mia stanza da letto,
fingendo uno svenimento melodrammatico stile vecchia Hollywood, accompagnato da
frasi catastrofiche e vittimistiche del tipo “Lasciami morire da sola!” o “ormai
non mi è rimasto molto da vivere” e inizio una nuova partita. Il bello giochi, quali Rayman Raving Rabbids o Wario Ware
Smooth Moves, o tutti i Party Game in generale (e per Party Game, diamo una
definizione una volta per tutte, si intende quel genere di gioco il cui
divertimento è proporzionale al numero di partecipanti e contiene un
pout-pourri di minigiochi rapidi, immediati e elementari) è la loro intrinseca
semplicità. Qui si procede di quattro minigiochi in quattro che, Rayman
(che tutti, mi auguro, conosciate, visto che gli è stata dedicata una serie di
platform gradevoli), catturato da una serie di inquietanti esseri conigliomorfi,
i rabbids (non rabbits), dovrà affrontare per liberarsi dalle sue prigioni e,
nel frattempo, cercare di liberare i Globox, delle creaturine verdi, rapite dai
rabbids. Questi ultimi, i conigliastri, sono spaventosamente sgradevoli, tanto
da rendere i giochi in cui vanno massacrati con sadici colpi di pistola
spara-sturacessi o scagliati a velocità stratosferiche in culo alla luna, la
parte più divertente del gioco. La grafica, è inutile dirlo, non è quella di un gioco della
Playstation, ma la Nintendo sa come trasformare una pecca in un pregio: punta,
per una console come la wii dalle grandi
carenze tecnologiche per quanto riguarda l’immagine, su di uno stile
decisamente vivace e fresco e nel cambio, per i miei gusti, ci si guadagna. La colonna sonora sfodera degli evergreen come la suddetta
Misirlou, Girls just wanna have fun e Good Times, che creano quella atmosfera
happy che mette di buon umore il giocatore e l’eventuale gruppo di osservatori. Probabilmente una delle pecche del gioco (e, forse, dopo
mesi di gioco della wii stessa) è che tra il giocare in solitaria o lo starsene
con gli amici davanti al televisore, magari coadiuvati da qualcosa di alcolico
(oddio, dopo le mie ultime performance sto dicendo in giro che non berrò più
per almeno un anno) non c’è paragone, perciò consiglio Rayman Raving Rabbids a
chi ha un fratello, un futuro marito (eheheh, Aletta, si parlo di te), una
nonna iperattiva, un cane o un gatto con i pollici opponibili, per farla breve
un compagno di videogame, disponibile ventiquattro ore al giorno, sette giorni
su sette. La Wii è una console eccitante, sempre nuova, una continua
scoperta su come l’intelletto umano sia stato sfruttato in tutte le sue potenzialità,
ma a ballare davanti ad un televisore da soli ci si annoia e ci si sente
parecchio idioti. Perciò, agli amici romani, comunico che ho intenzione di acquistare
altri due controller e, non appena ottenuto Mario Party 8, se riesco a creare
una sorta di marchingegno (cioè, Joe, se riesci a creare!) che permetta di far
funzionare sul terrazzo condominiale di casa mia una tv e una wii, indico una
serata di puro divertimento videoludico a cui siete tutti invitati. Gambatte! |  | |  |
6月14日 Ascolto: Bouncing
Souls – Sarah Saturday Fumo: Benson Blu Mood: Mh… difficile a dirsi, direi riflessivo
Ho appena finito di vedere un film molto bello, pesantino,
ma lo consiglio a tutti, My Life Without me. Per la prima volta in vita mia ho visto un film indubbiamente
toccante e non ho pianto. Non lo dico fiera di me, nemmeno dispiaciuta, lo constato perché
il magone m’è rimasto in gola. Generalmente trovo molto rassicurante guardare film tristi. Piango e capisco che la mia vita non è poi così male. Ma oggi non m’è presa così, non m’è presa nemmeno la voglia
di biasimare me stessa, e, strano a dirsi, sebbene questa ora e mezza i
immagini e suoni non mi abbia fatto reagire, mi sento scossa nel profondo. In ogni caso, bando alle ciance e a gli stupidi romanticismi,
sono sparita per un po’ da questo mio spazio in cui decido tutto io e sentivo
la mancanza di tutti voi. A Roma fa caldo, e come da copione, io sto con il cosiddetto
svarione in canna da una settimana, mi sento debole. Molte cose stanno succedendo nella mia vita, no, forse molte
è esagerato, diciamo qualcosa. Ho fatto cose che non mi sono piaciute, cose che ho amato,
mi sono presa una cotta per un attore di nome Mark Ruffalo che durerà ancora
per poco, visto che ho consumato la sua filmografia, e non ho più nuovi film
dove scrutare il suo petto villoso, il viso tondo e la sua barba sfatta. Ho fatto progetti che non ho rispettato, altri che invece ho
preso sul serio, ho visto troppo poco gli amici. Sono un po’ confusa, ma quella è la norma. Vorrei poter scrivere, parlare, ma non disegnare. Strano a
dirsi, ma vivo una crisi post laurea, mi sono quasi arresa all’idea di trovare
un lavoro pertinente ai miei studi e batto altre vie, mi interrogo se mi sia mai piaciuto così tanto tenere la matita in mano, o, semplicemente, se, come temo, non sia troppo spaventata dall'idea di fallire. Vorrei potermi trasferire in un posto nuovo, vorrei portare con
me le persone che amo. Vorrei chiuderli tutti, quelli che amo, in una scatolina, tenerli sul comodino e liberarvi quando mi fà comodo. Vorrei capire seriamente che la vita è una, và vissuta
lasciandosi andare. Un po’ forse mi stà entrando in testa, ancora poco però per
i miei gusti. Vorrei poter ammettere che poi troppo sicura delle cose non
lo sono mai stata infondo. Vorrei andare a Tokyo e vedere quel paese che ho sempre
sognato, perdermi in una metropoli frenetica e esotica, tra metropolitane e
incroci pedonali, con la mia parrucca rossa in testa, il mio lettore mp3 con il
led distrutto, la mia felpa grigia e le mie vecchie scarpe, magari con un po’ di
pioggia. Mi viene in mente il testo di una canzone, me lo sento tutto
addosso ora. Ho costruito questa nuvola per viverci, ma sono un mucchio
di bugie nella mia testa, il mondo vuole che io lo creda, così devo cambiare
idea. Ho costruito questa nuvola e posso romperla, il mondo non può cambiare
quello che provo, perché saprei che sarebbe una bugia, il mio cuore è vero… Sto bene, ma dovrei pensare di meno, o di più, chissà. Forse manco solo di ispirazione. È utile essere contraddittori. 6月6日 Mood: Mal di testa e caldo
Oggi sono un po’ a corto di idee, ma posto ugualmente. Potrei raccontare del cazzo di fottuto vecchio maniaco,
quello che entrò tempo fa in edicola con la sigaretta, che oggi ha tentato di
mettermi le mani addosso, si, lo racconto. Me ne stavo bel bella seduta sul gradino, come di mio
solito, a fumare, in un momento di calma dopo la resa, quando, a distanza, vedo
l’odiosissima testa di cazzo avvicinarsi per comperare il suo quotidiano. Noto tra le sue mani una sigaretta, impreco interiormente per
averlo cacciato dall’edicola mentre fumava, visto che ora me lo dovrò
sorbettare per circa, a giudicare la lunghezza del mozzicone, direi quattro
minuti e mezzo (misuro il tempo in boccate di tabacco). Mi guarda, due secondi e strabuzza gli occhi. Io fingo di
non vederlo, ma quando è ormai a dieci centimetri da me, con le braccia aperte,
pronto a cingermi, io arretro e lo saluto cordialmente. Buongiorno, dico, testa di cazzo, pervertito di merda, muori,
penso. Tesoro mio, sei una visione, il cuore non mi regge davanti a
tanta bellezza. Arretro, pensando a quanto cavolo di tempo è passato dall’ultima
scopata di questo essere immondo, e deve essere parecchio, vista l’insistenza
con cui si spinge verso di me, mentre io schivo l’abbraccio bavoso. Io, una ragazza indubbiamente non bella, sicuramente grassa,
apparentemente grottesca, certamente simile ad una trans visto che non mi
aggiusto le sopracciglia da immemore tempo, non dovrei far parete delle
fantasie erotiche e sessuali di nessuno. O almeno questo è quello che spero in questi momenti. Fatti abbracciare Amore mio, dice, e, mentre io cerco il
modo per evitare che ciò avvenga, ormai è troppo tardi. Lo schifoso essere mi stà già cercando di toccare, di
violare il mio, notoriamente invalicabile, spazio personale, e io, tra lo
spaventato e l’incazzato, proteggo me stessa spingendolo con cortesia a
distanza, ringraziandolo per il pensiero, butto la sigaretta a terra e entro,
scappo, in edicola a prendergli il giornale. Allora. Io sono una persona educata, calma e rilassata,
soprattutto in edicola, dove divento quasi zen e mi causo delle paresi alla
mascella a forza di ampi sorrisoni ipocriti, ma alla prossima cazzata del
genere gli arriva un bel tatuaggio gratuito permanente della mia mano aperta in
faccia. Porco cazzo, prendetelo come uno sfogo personale, ma, se c’è qualcosa
che mi dà fastidio è la gente che mi tocca senza autorizzazione. Poi, ammetto che se a farlo fosse un mio coetaneo, al
massimo un trentenne potrei tollerarlo, di sesso maschile, piacevole da
guardare (messaggio subliminale per Marco), ne sarei ampiamente gratificata, ma
quel cazzo di Pacciani de’noantri no, per favore no. In ogni caso, salto di palo in frasca. Stavo qui a guardare le statistiche del mio blog, cosa che
mi diverte sempre. È curioso capire come un motore di ricerca porta la gente in
luoghi inaspettati, magari anche sgraditi, come questo mio spazio. Ma soprattutto
è uno spaccato, vivissimo, dei desideri umani. Ammetto di essere volgaruccia, vado fiera del mio eloquio
intervallato da sproloqui e insulti, e sapere che la gente è arrivata qui
scrivendo cose del tipo “Culi rotti da clisteri”, “Clisteri da farsi e da farsi
fare”, “Tettone gommose”, “Rocco Siffredi filmografia”o “Giapponesi troie” mi fa
capire come Google funzioni in modo ridicolo e quanto il sesso sia uno degli
argomenti principali di ricerca on-line (e sia lodato il cielo). Dopo il mio post sulle Winx mi sono ritrovata in un infinità
di criteri di ricerca come “Testi canzoni musical Winx”, “Nomi e poteri delle
Winx”, e anche, come speravo, “Consigli per le mamme sulle Winx” (Povere
bambine, se le loro madri sono un minimo intelligenti, proibiranno loro di
guardare quel cartone diseducativo, me ne compiaccio). In ogni caso, tra cartoni e perversioni, c’è un criterio di
ricerca che, più di tutti, mi ha stupita. Più di una persona, anzi, credo, vista la quantità di
contatti si possa dire numerose persone, sono giunte qui nel mio blog in cerca
di informazioni a proposito degli orribili dinosauri del centro commerciale
Roma Est a Lunghezza. Allora, mi chiedo, già io ho dei problemi mentali evidenti,
ma chi cavolo cerca quelle statue spaventosamente ridicole on-line? Mi auguro
che si tratta di chi, come me, è rimasto agghiacciato dalla presenza di una
qualsiasi forma di intrattenimento avente come soggetto dei dinosauri, così demodé
da ormai la metà degli anni ’90. Probabilmente Spielberg rivendeva dei vecchi
pezzi della scenografia di Jurassic Park e qualche idiota incapace che ha
studiato marketing durante gli anni ’30 e
credeva fosse un idea geniale piazzarli per attirare frotte di lattanti con
annessi genitori spendaccioni nel luogo più sperduto del Lazio, nella vera,
come si dice a Roma, culonia. In ogni caso, a tali personaggi, se finiranno nuovamente
qui, risparmio il tempo necessario ad una digitatina su Google, dicendo che
sono l’unica che ne abbia mai parlato di tale idiozia nella storia del mondo e
che sul sito ufficiale del suddetto centro commerciale, spoglio come Eva Henger
al Blue Moon, l’unica informazione che danno in proposito sono gli orari in cui
ci si può far fotografare gratuitamente davanti al triceratopo maciullato o
qualunque altra sorta di bestia in poliuretano espanso dalla forma di rettili
vissuti tra il periodo Tirassico e l’era Cretacea. Chissà se quel fottuto vecchio è nato in quel periodo... Cheers!
|