Silvia La Streg... 的个人资料Silvia La Strega照片日志列表更多 工具 帮助
6月30日

Wake Up...

Fumo: Benson Blu
Attendo: Che l’acqua bolla
Mood: Incazzata con mio fratello che non ha fatto la spesa, ho dovuto elemosinare un pezzo di parmigiano

Dopo una settimana passata a dirmi “Oggi Posto” e “Oggi Posto” e “Oggi Posto”, eccomi qui a postare, a dimostrazione del fatto che prima o poi anche io faccio qualcosa.
Come potete notare ho levato la foto da web cam (ero l’unica a farmene, quindi il mio ego rischiava di essere troppo pompato), prontamente sostituita da una specie di lista in piccole iconcine di cose che i piacciono, e ho aggiunto il guest book (firmatelo numerosi!).
Scherzi a parte, c’è in primo luogo un augurio da fare.
Aletta, mia compagna di chiacchiere on-line, oggi è convolata a giuste nozze, quindi, qui da Roma brindo per lei (con del succo d’arancia, ho solo quello!) e alla sua vita matrimoniale, che è un po’ anche il sogno della mia vita (sono romantica, anche se non lo do a vedere, piango davanti ai film con Meg Ryan), e le auguro che il suo matrimonio sia stato e sarà splendido, ma d’altra parte non potrà che andare così!
Purtroppo, il piccolo angolo delle condoglianze, un bacio e un abbraccione forte alla mia socia Maru, che ha perso Yumi, la sua conigliottolottolottola splendida, amica da dieci anni, e, sebbene molti non lo capiscono, ricordo che perdere un animale è un po’ come perdere un membro della propria famiglia...
E buon viaggio a Gigio e Fra, che, la prossima settimana partono alla volta della Andalusia (e per questo ora mi ascolto Spanish Bombs dei Clash), ancora una volta adoperando la mia tenda come casetta (mi chiedo se non dovrei regalarla a loro, visto che io c’ho fatto mezzo viaggio)
Poi, Poi, Poi…
Allora, dopo l’angolo di baci e degli abbracci, ecco quello della promozione.
Visto che il mio progetto di Karaoke Crashing viene un po’ schifato dai navigatori (se non sai nemmeno di che parlo, clicca qui), vi segnalo una cosa simile e divertentissima, il Flashmob.
Per chi ignorasse il significato di tale parola, riporto parte di ciò che potete leggere cercando il termine su Wikipedia.

“Con il termine flash mob si indica un gruppo di persone che si riunisce all'improvviso in uno spazio pubblico, mette in pratica un'azione insolita generalmente per un breve periodo di tempo per poi successivamente disperdersi. Il raduno viene generalmente organizzato attraverso comunicazioni via internet o tramite telefoni cellulari. In molti casi, le regole dell'azione vengono illustrate ai partecipanti pochi minuti prima che l'azione abbia luogo. Nella maggior parte dei casi, il flash mob non ha alcuna motivazione se non quella di rompere l'ordinarietà dell'esistente. I partecipanti all'azione si incontrano in un punto prestabilito per realizzare assieme un'azione corale che non ha alcun senso, se non contestualizzato in quei brevi istanti di evento. In questi casi, il flash mob si presenta come un'azione apolitica, aconfessionale, priva di connotazioni religiose, politiche o sociali; in essa viene unicamente incoraggiata la piena libertà di espressione.”

Ok, io trovo il concetto estremamente affascinante, e la mia altra compagna di chiacchiere on-line, nonché portatrice del verbo del Karaoke Crashing nella città della madunina, Sara, ha deciso di aprire un forum suo per organizzare azioni di flashmobbing. La cosa mi piace, e credo piacerà anche a molti di voi che mi leggono vista la vostra spiccata ironia (un bel pompino a tutti, non fa mai male!), quindi propongo a tutti voi di andare almeno a dare un occhiatina al suo forum, magari potreste avere idee ridicole da mettere in atto, io già ne sto pensando qualcuna…
E per quanto riguarda me?
Questa settimana ho rispettato (non del tutto, ma conoscendomi, è un traguardo comunque) una promessa fatta ad una persona a cui tengo e ho ripreso la buona vecchia matita in mano.
Le idee sono poche e confuse, ma ho un bel blocco piccolo nero con della buona carta e, soprattutto, che entra perfettamente nella mia borsetta bordeau.
Da quando ho finito l’università mi sono un po’ arenata, ho iniziato a vivere troppo alla giornata, l’impiego in edicola mi ha, da un lato messo in gioco per via del mio carattere acido (sostituito da un sorriso e mille salamelecchi) e per la mia pigrizia (sostituita dalla sveglia alle otto dal lunedì al sabato) e ha gonfiato il mio portafoglio (prontamente svuotato dopo l’acquisto della mia Wii, ma che comunque mi permetterà di pagarmi due viaggi quest’estate), dall’altro sono diventata estremamente immobile e vincolata al fatto che ho un lavoro e ho dei soldi.
Sono pochi, per i miei progetti, molti per chi non ne ha, ho ventiquattro anni suonati e dovrei uscire dallo stato di apatia che caratterizza tutti quelli che fanno parte della generazione y come me.
Sogno una casa mia, sogno un lavoro che mi faccia adoperare l’inventiva che sonnecchia da qualche parte in fondo al mio grasso corpo, sogno l’amore, sogno le amicizie.
E, forse, è il caso di svegliarsi e rendere tutto questo reale.
Un bacio dalla vostra blogger sgangherata, ma sempre ottimista!

6月23日

Muco Nasale...

Mood: Mhhh (una sorta di lamento, Gigio lo odierebbe se lo sentisse)

Ecco, ho parlato troppo presto.
Quanti volte voi, e per voi intendo quelli che mi sentono abitualmente al telefono, mi avete sentito vantarmi del fatto che sono riuscita a passare questo anno senza buscarmi un raffreddore, una febbricola o una stupida malattia stagionale? Penso almeno una decina di volte a cranio, vista la mia attitudine allo straparlare e, soprattutto, visto il mio fisico fracico.
Ed eccomi qui, più vicina al ferragosto che al Natale, con il naso che perde muco, la gola irritata, l’isteria causata dal non poter fumare per colpa della gola irritata e un bel mal di testa per concludere il tutto.
Chi la fa la spetti, dicono così, e io, ho cantato vittoria troppo presto.
Così, da martedì che ho collassato mentre vendevo giornali, respiro a mala pena.
In questi giorni di isolamento domestico stile quarantena ho visto parecchi film che avevo in lista d’attesa, ho letto un po’, e, ovviamente, ho giocato, per poco causa collassi da ipersudorazione, con la wii.
Mio fratello si è presentato martedì con una bella copia di Rayman Raving Rabbitds che il suo caro amico Luca, esempio di vita per me visto che possedeva la wii già prima che uscisse avendola prenotata al negozio giorni prima del lancio, ha deciso di venderci per una ventina di euro.
Io, titubante a causa della provenienza geografica errata del videogame (Francia, lo so, passo per razzista, ma ho le mie buone ragioni per avercela con i francesi), bofonchio qualcosa del tipo “Non mi avrete mai, incivili!”.
Se non fosse che, dopo cinque minuti, il mio beneamato fratello (ah, prima che me ne scordo, ha aperto il suo blog e mi ha chiesto di pubblicizzarlo un po’, quindi cliccate qui!) se ne stava in camera mia a ballare sulle note di Misirlou, che sarebbe quella bella canzone, presente in Pulp Fiction (me che ho scoperto essere la rielaborazione di una vecchia canzone greca molto affascinante) e che poi i Black Eyed Peas hanno campionato e riutilizzato per la loro Pump it.
Ora, voi non potete immaginare quanto io posso apprezzare quegli idiotissimi giochi tipo Dance With Intensity o Dance Dance Revolution, per intenderci, quel genere di giapponeserrimo videogioco che prevede una frenetica danza su di una pedana, e, anelo, quasi quanto possedere Mario Party 8 (che è uscito oggi, messaggio subliminale a chi ancora non mi ha fatto il regalo di compleanno), di avere Dance Dance Revolution Hottest Party che è in programma per la wii.
Comunque, me lo trovo li, nella sua incapacità di movimenti, a cercare di completare questo minigioco.
Inutile dirlo, il vanto è in me, che alla prima botta, anzi no, alla seconda perché non avevo capito come funzionavano i controller, supero egregiamente il livello danzerino, grazie al mio innato senso del movimento (?) e del ritmo (?).
Così sfratto il mio consanguineo dalla mia stanza da letto, fingendo uno svenimento melodrammatico stile vecchia Hollywood, accompagnato da frasi catastrofiche e vittimistiche del tipo “Lasciami morire da sola!” o “ormai non mi è rimasto molto da vivere” e inizio una nuova partita.
Il bello giochi, quali Rayman Raving Rabbids o Wario Ware Smooth Moves, o tutti i Party Game in generale (e per Party Game, diamo una definizione una volta per tutte, si intende quel genere di gioco il cui divertimento è proporzionale al numero di partecipanti e contiene un pout-pourri di minigiochi rapidi, immediati e elementari) è la loro intrinseca semplicità.
Qui si procede di quattro minigiochi in quattro che, Rayman (che tutti, mi auguro, conosciate, visto che gli è stata dedicata una serie di platform gradevoli), catturato da una serie di inquietanti esseri conigliomorfi, i rabbids (non rabbits), dovrà affrontare per liberarsi dalle sue prigioni e, nel frattempo, cercare di liberare i Globox, delle creaturine verdi, rapite dai rabbids. Questi ultimi, i conigliastri, sono spaventosamente sgradevoli, tanto da rendere i giochi in cui vanno massacrati con sadici colpi di pistola spara-sturacessi o scagliati a velocità stratosferiche in culo alla luna, la parte più divertente del gioco.
La grafica, è inutile dirlo, non è quella di un gioco della Playstation, ma la Nintendo sa come trasformare una pecca in un pregio: punta, per una console come la wii dalle grandi carenze tecnologiche per quanto riguarda l’immagine, su di uno stile decisamente vivace e fresco e nel cambio, per i miei gusti, ci si guadagna.
La colonna sonora sfodera degli evergreen come la suddetta Misirlou, Girls just wanna have fun e Good Times, che creano quella atmosfera happy che mette di buon umore il giocatore e l’eventuale gruppo di osservatori.
Probabilmente una delle pecche del gioco (e, forse, dopo mesi di gioco della wii stessa) è che tra il giocare in solitaria o lo starsene con gli amici davanti al televisore, magari coadiuvati da qualcosa di alcolico (oddio, dopo le mie ultime performance sto dicendo in giro che non berrò più per almeno un anno) non c’è paragone, perciò consiglio Rayman Raving Rabbids a chi ha un fratello, un futuro marito (eheheh, Aletta, si parlo di te), una nonna iperattiva, un cane o un gatto con i pollici opponibili, per farla breve un compagno di videogame, disponibile ventiquattro ore al giorno, sette giorni su sette.
La Wii è una console eccitante, sempre nuova, una continua scoperta su come l’intelletto umano sia stato sfruttato in tutte le sue potenzialità, ma a ballare davanti ad un televisore da soli ci si annoia e ci si sente parecchio idioti. Perciò, agli amici romani, comunico che ho intenzione di acquistare altri due controller e, non appena ottenuto Mario Party 8, se riesco a creare una sorta di marchingegno (cioè, Joe, se riesci a creare!) che permetta di far funzionare sul terrazzo condominiale di casa mia una tv e una wii, indico una serata di puro divertimento videoludico a cui siete tutti invitati.
Gambatte!

6月14日

Piccoli Pensieri...

Ascolto: Bouncing Souls – Sarah Saturday
Fumo: Benson Blu
Mood: Mh… difficile a dirsi, direi riflessivo

Ho appena finito di vedere un film molto bello, pesantino, ma lo consiglio a tutti, My Life Without me.
Per la prima volta in vita mia ho visto un film indubbiamente toccante e non ho pianto.
Non lo dico fiera di me, nemmeno dispiaciuta, lo constato perché il magone m’è rimasto in gola.
Generalmente trovo molto rassicurante guardare film tristi. Piango e capisco che la mia vita non è poi così male.
Ma oggi non m’è presa così, non m’è presa nemmeno la voglia di biasimare me stessa, e, strano a dirsi, sebbene questa ora e mezza i immagini e suoni non mi abbia fatto reagire, mi sento scossa nel profondo.
In ogni caso, bando alle ciance e a gli stupidi romanticismi, sono sparita per un po’ da questo mio spazio in cui decido tutto io e sentivo la mancanza di tutti voi.
A Roma fa caldo, e come da copione, io sto con il cosiddetto svarione in canna da una settimana, mi sento debole.
Molte cose stanno succedendo nella mia vita, no, forse molte è esagerato, diciamo qualcosa.
Ho fatto cose che non mi sono piaciute, cose che ho amato, mi sono presa una cotta per un attore di nome Mark Ruffalo che durerà ancora per poco, visto che ho consumato la sua filmografia, e non ho più nuovi film dove scrutare il suo petto villoso, il viso tondo e la sua barba sfatta.
Ho fatto progetti che non ho rispettato, altri che invece ho preso sul serio, ho visto troppo poco gli amici.
Sono un po’ confusa, ma quella è la norma.
Vorrei poter scrivere, parlare, ma non disegnare. Strano a dirsi, ma vivo una crisi post laurea, mi sono quasi arresa all’idea di trovare un lavoro pertinente ai miei studi e batto altre vie, mi interrogo se mi sia mai piaciuto così tanto tenere la matita in mano, o, semplicemente, se, come temo, non sia troppo spaventata dall'idea di fallire.
Vorrei potermi trasferire in un posto nuovo, vorrei portare con me le persone che amo.
Vorrei chiuderli tutti, quelli che amo, in una scatolina, tenerli sul comodino e liberarvi quando mi fà comodo.
Vorrei capire seriamente che la vita è una, và vissuta lasciandosi andare.
Un po’ forse mi stà entrando in testa, ancora poco però per i miei gusti.
Vorrei poter ammettere che poi troppo sicura delle cose non lo sono mai stata infondo.
Vorrei andare a Tokyo e vedere quel paese che ho sempre sognato, perdermi in una metropoli frenetica e esotica, tra metropolitane e incroci pedonali, con la mia parrucca rossa in testa, il mio lettore mp3 con il led distrutto, la mia felpa grigia e le mie vecchie scarpe, magari con un po’ di pioggia.
Mi viene in mente il testo di una canzone, me lo sento tutto addosso ora.
Ho costruito questa nuvola per viverci, ma sono un mucchio di bugie nella mia testa, il mondo vuole che io lo creda, così devo cambiare idea.
Ho costruito questa nuvola e posso romperla, il mondo non può cambiare quello che provo, perché saprei che sarebbe una bugia, il mio cuore è vero…
Sto bene, ma dovrei pensare di meno, o di più, chissà.
Forse manco solo di ispirazione.
È utile essere contraddittori.

6月6日

Malate Statistiche...

Mood: Mal di testa e caldo

Oggi sono un po’ a corto di idee, ma posto ugualmente.
Potrei raccontare del cazzo di fottuto vecchio maniaco, quello che entrò tempo fa in edicola con la sigaretta, che oggi ha tentato di mettermi le mani addosso, si, lo racconto.
Me ne stavo bel bella seduta sul gradino, come di mio solito, a fumare, in un momento di calma dopo la resa, quando, a distanza, vedo l’odiosissima testa di cazzo avvicinarsi per comperare il suo quotidiano.
Noto tra le sue mani una sigaretta, impreco interiormente per averlo cacciato dall’edicola mentre fumava, visto che ora me lo dovrò sorbettare per circa, a giudicare la lunghezza del mozzicone, direi quattro minuti e mezzo (misuro il tempo in boccate di tabacco).
Mi guarda, due secondi e strabuzza gli occhi. Io fingo di non vederlo, ma quando è ormai a dieci centimetri da me, con le braccia aperte, pronto a cingermi, io arretro e lo saluto cordialmente.
Buongiorno, dico, testa di cazzo, pervertito di merda, muori, penso.
Tesoro mio, sei una visione, il cuore non mi regge davanti a tanta bellezza.
Arretro, pensando a quanto cavolo di tempo è passato dall’ultima scopata di questo essere immondo, e deve essere parecchio, vista l’insistenza con cui si spinge verso di me, mentre io schivo l’abbraccio bavoso.
Io, una ragazza indubbiamente non bella, sicuramente grassa, apparentemente grottesca, certamente simile ad una trans visto che non mi aggiusto le sopracciglia da immemore tempo, non dovrei far parete delle fantasie erotiche e sessuali di nessuno.
O almeno questo è quello che spero in questi momenti.
Fatti abbracciare Amore mio, dice, e, mentre io cerco il modo per evitare che ciò avvenga, ormai è troppo tardi.
Lo schifoso essere mi stà già cercando di toccare, di violare il mio, notoriamente invalicabile, spazio personale, e io, tra lo spaventato e l’incazzato, proteggo me stessa spingendolo con cortesia a distanza, ringraziandolo per il pensiero, butto la sigaretta a terra e entro, scappo, in edicola a prendergli il giornale.
Allora. Io sono una persona educata, calma e rilassata, soprattutto in edicola, dove divento quasi zen e mi causo delle paresi alla mascella a forza di ampi sorrisoni ipocriti, ma alla prossima cazzata del genere gli arriva un bel tatuaggio gratuito permanente della mia mano aperta in faccia. Porco cazzo, prendetelo come uno sfogo personale, ma, se c’è qualcosa che mi dà fastidio è la gente che mi tocca senza autorizzazione.
Poi, ammetto che se a farlo fosse un mio coetaneo, al massimo un trentenne potrei tollerarlo, di sesso maschile, piacevole da guardare (messaggio subliminale per Marco), ne sarei ampiamente gratificata, ma quel cazzo di Pacciani de’noantri no, per favore no.
In ogni caso, salto di palo in frasca.
Stavo qui a guardare le statistiche del mio blog, cosa che mi diverte sempre. È curioso capire come un motore di ricerca porta la gente in luoghi inaspettati, magari anche sgraditi, come questo mio spazio. Ma soprattutto è uno spaccato, vivissimo, dei desideri umani.
Ammetto di essere volgaruccia, vado fiera del mio eloquio intervallato da sproloqui e insulti, e sapere che la gente è arrivata qui scrivendo cose del tipo “Culi rotti da clisteri”, “Clisteri da farsi e da farsi fare”, “Tettone gommose”, “Rocco Siffredi filmografia”o “Giapponesi troie” mi fa capire come Google funzioni in modo ridicolo e quanto il sesso sia uno degli argomenti principali di ricerca on-line (e sia lodato il cielo).
Dopo il mio post sulle Winx mi sono ritrovata in un infinità di criteri di ricerca come “Testi canzoni musical Winx”, “Nomi e poteri delle Winx”, e anche, come speravo, “Consigli per le mamme sulle Winx” (Povere bambine, se le loro madri sono un minimo intelligenti, proibiranno loro di guardare quel cartone diseducativo, me ne compiaccio).
In ogni caso, tra cartoni e perversioni, c’è un criterio di ricerca che, più di tutti, mi ha stupita.
Più di una persona, anzi, credo, vista la quantità di contatti si possa dire numerose persone, sono giunte qui nel mio blog in cerca di informazioni a proposito degli orribili dinosauri del centro commerciale Roma Est a Lunghezza.
Allora, mi chiedo, già io ho dei problemi mentali evidenti, ma chi cavolo cerca quelle statue spaventosamente ridicole on-line? Mi auguro che si tratta di chi, come me, è rimasto agghiacciato dalla presenza di una qualsiasi forma di intrattenimento avente come soggetto dei dinosauri, così demodé da ormai la metà degli anni ’90. Probabilmente Spielberg rivendeva dei vecchi pezzi della scenografia di Jurassic Park e qualche idiota incapace che ha studiato marketing durante gli anni ’30 e credeva fosse un idea geniale piazzarli per attirare frotte di lattanti con annessi genitori spendaccioni nel luogo più sperduto del Lazio, nella vera, come si dice a Roma, culonia.
In ogni caso, a tali personaggi, se finiranno nuovamente qui, risparmio il tempo necessario ad una digitatina su Google, dicendo che sono l’unica che ne abbia mai parlato di tale idiozia nella storia del mondo e che sul sito ufficiale del suddetto centro commerciale, spoglio come Eva Henger al Blue Moon, l’unica informazione che danno in proposito sono gli orari in cui ci si può far fotografare gratuitamente davanti al triceratopo maciullato o qualunque altra sorta di bestia in poliuretano espanso dalla forma di rettili vissuti tra il periodo Tirassico e l’era Cretacea.
Chissà se quel fottuto vecchio è nato in quel periodo...
Cheers!