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11月23日

Pubbliche Relazioni...

Fumo: Benson Blu
Mood:  Stanca, dormo poco

Miei cari, dopo lunga assenza dai vostri e, soprattutto, dal mio, blog, arieccomi qui, sempre in carne, sempre isterica, e, soprattutto, sempre con una sigaretta tra le mani.
Per quale motivo sono stata assente?
Svariati, svariati.
In primo luogo il meraviglioso corso di giornalismo di moda è iniziato, mi ha succhiato ben tre giorni della mia gia affollatissima settimana, rendendomi perennemente stanca.
Si, perché la qui presente miss nullafacenza il lunedì, martedì e mercoledì, alza il suo culone pesante dal letto alle otto di mattina, si trascina a lavoro e all’una e mezza esce dall’edicola per andare fino al lungotevere tor di nona (per i non romani è una traversata immane) dove la attendono ben quattro ore di lezione (oddio, parlo di me in terza persona, stò diventando Otelma!).
Stress di tale traversata su mezzi atac a parte, il corso, stranamente, mi stà dando molto, sia a livello di apprendimento che a livello interrelazionale.
Ho già le mie simpatie e le mie antipatie, ma non ne parlerò pubblicamente, non si sa mai dovessi ricredermi, e poi sono la regina dell’ipocrisia, quindi devo rimanere integerrima…
Ho anche parecchi stimoli, ho aggiustato il curriculum, e questa cosa ad una persona pigra come la sottoscritta non fà mai male (aridaje co la terza persona!).
Poi, ho iniziato, stabilmente, a presentare e coordinare il Karaoke all’Absinthe, con grandi risultati.
Tutti soddisfatti vengono a cantare, gli amici, i conoscenti, il resto del mondo, e, soprattutto mio fratello, che stà portando ad altissimi livelli le canzoni orride dei Litfiba e Ligabue.
L’assortimento delle canzoni deve ancora crescere, le attrezzature tecniche talvolta sono scarse, ma la gioia del canto e della pubblica umiliazione è immensa.
Inoltre il Karaoke è una buona scusa per conoscere persone e rincontrare chi non si vede da molto, è difficile evitare la chiacchiera quando si deve spronare la gente a rendersi ridicola davanti alla folla di estranei. Quindi divento una piccola Maru, esperta in pubbliche relazioni, e sfodero il carisma e la scioltezza che avevo seppellito sotto chili di grasso e acidità e, cerco, al più che onesto pagamento di uno shortino a testa, di convincere tutti gli avventori del meraviglioso pub della fatina verde a prender coraggio e cantare.
Se non ci siete mai venuti un salto ve lo consiglio, domenica sera all’Abinthe, è tutto molto alla buona, e, proprio per questo, speciale.
Poi, finalmente, è uscito il  videogioco.
Super Mario Galaxy.
Con la febbre, devastata dalla morte, me ne stavo in casa a piagniucolare in un angolo, quando, il mio adorabile fratellino (per ricambiare gli devo trovare una donna, quindi, ragazze accorrete!) si è preso il gravoso onere di procurarmi la mia copia, messa da parte dalla gentilissima ragazza che lavora a Giocofollia in viale dell'aereonautica (se mai leggerai, giovane venditrice di videogame che assillo mensilmente, sappi che sei più importante per me di una dose di prozac per un depresso).
Così, seduta sul mio letto, con il naso gocciolante, da allora me ne vado in giro per la splendida galassia multicolor di Mario, spiaccicando funghi, conquistando stelline, a caccia della stupida Peach, che, ancora una volta si è fatta rapire da Bowser (recensione prossimamente!).
Si, lo so, sono nerd, ma ho atteso l’idraulico di rosso vestito dal giorno esatto in cui sono nata, quindi questo è un momento epocale (citazione, Emiliano solo tu la capisci) per me.
Dal primo Super Mario giocato a casa della mia compagna di elementari Silvia sul suo vecchissimo nintendo ad oggi sono passati venti anni circa, e, da brava ragazza nostalgica e, sebbene il cinismo, romantica, quale sono, una lacrimuccia è scesa sul mio volto mentre balzavo sul primo fungo.  
Il tempo è poco di questi tempi (…) ma mi sento stranamente in sintonia con me stessa.
Sono lieta di quello che mi accade, stò conoscendo personaggi interessanti, e, sebbene lo stress, il non avere un momento libero mi rende piena di cose da raccontare, che sminuzzerò e ficcherò nel mio blog-bollito misto…
Lots of Love!

11月4日

Decameron Televisivo...

Mood: Post bagnetto…

Domenica è sempre domenica.
Aggiungerei, che due palle…
Me ne stò qui appollaiata sulla mia sedia, che resiste da anni al mio immane peso.
Mi sono svegliata attorno alle dieci con un suono spaventoso di un aereo che, a mio avviso, stava precipitando. Ho richiuso gli occhi, e, mezz’ora dopo, la cattolica del piano sopra di me dava della troia ad una delle sue due figlie.
Ho così deciso di alzarmi, anche perché, usanza tipica del mio quartiere di domenica, di li a poco sarebbero arrivati i suonatori ambulanti, un gruppetto con fisarmoniche, mandolini e quanto di più folk ci sia, che storpia i grandi classici della musica svegliano me e tutti gli abitanti della mia via nella sacra giornata che il signore ci ha concesso per dormire almeno fino a mezzogiorno. Meno male che sono a Roma, la capitale dell’Italia, una fottuta cazzo di città enorme, dove, tali abitudini popolari dovrebbero essere totalmente in disuso.
Ma il mio quartiere è strano, e sono anni che ho smesso di stupirmi.
In ogni caso ieri sera è tornato nel piccolo schermo il mio autore satirico preferito, Mr.Luttazzi, ingiustamente epurato anni addietro dal simpatico Silvio Berlusconi, un essere mitologico per metà uomo e per metà testa di cazzo.
Cacciato dalla Rai, Daniele Luttazzi, ha continuato il suo lavoro, producendo un gran quantitativo di libri e monologhi satirici, e, se siete lettori abituali del mio blog, avrete già letto recensione di alcuni di questi.
Luttazzi finalmente trova il suo terreno fertile e approda ad una rete che seguo con affezione, visto che ritengo forse l’unica in Italia che si avvicini alla mia idea di qualità, una realtà più piccola, politicamente meno implicata di Rai e Mediaset, La7.
Saggiamente, La7 ha raccattato Luttazzi, dando lui la seconda serata del sabato sera.
Da persona che ne ama visceralmente l’umorismo, mi spiace vedere che l’italiano medio è talmente stupido da non capire e, soprattutto, da indignarsi davanti a battute che hanno in se delle mircorappresentazioni del mondo in cui viviamo, tanto da dover far finire tale genio in seconda serata additandolo di volgarità.
Ma siamo in Italia, e, da tradizione, ci tappiamo il naso e accettiamo tante piccole abberazioni.
Comunque, il programma da Luttazzi creato, Decameron: Politica, Sesso, Religione e Morte è un contenitore di brevi monologhi e scatch, almeno per questa prima puntata.
Ce ne è per tutti, e, stupisce molti, ma io lo trovo segno di grande intelligenza, uno dei bersagli più colpiti è il governo Prodi. Luttazzi, che dice di aver votato a sinistra perché a conoscenza della “squallida alternativa”, compila una interessante lista degli errori commessi dalla maggioranza in questi pochi anni di governo, e, tutto sommato, non mi sento di dissentire. In uno scatch, forse il migliore della puntata, ricrea un ipotetico dialogo tra i filosofi della antica Grecia in proposito al rapporto tra Vaticano e i Preti pedofili. Poi rivela che il reale motivo per cui Berlusconi ce l’ha con lui è perché non voleva si scopasse la figlia Barbara.
Tutto sommato, sebbene alcuni scatch fossero un po’ troppo Luttazziani per lo spettatore medio, il programma convince e vince, un buon ritorno per una delle personalità più intelligenti che abbiamo in Italia, consapevole che la satira e la politica sono per natura avversarie e non assetato di potere come il tanto blasonato, ma per me eccessivamente populista e fiacco Beppe Grillo.
Welcome back, Daniele, Nice to see you again...

11月3日

Serata Karaoke...

Mood: Pancia riempita da ravioli al formaggio e pere

Piccola informazione di servizio ai miei lettori romani.
Domani sera sarò all Absinthe, un bellissimo pub in zona Ostiense, Via Negri 39/41, a condurre una serata di Karaoke.
Usignoli o cornacchie, siete ordunque invitati a cinguettare sul palco!