Silvia La Streg...'s profileSilvia La StregaPhotosBlogListsMore ![]() | Help |
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31 January Panni Sporchi...Mood: Pancia semi-piena dopo cena Allora, in primo luogo una bestemmia interiore. Per ben quattro volte la luce è saltata, perché evidentemente il mio sistema elettrico non supporta una lavapiatti, una lavatrice, un televisore, un pc e un forno contemporaneamente accesi. Ovviamente il momento migliore per rendersene conto è quando si sta per spingere il pulsante pubblica sul proprio blog. Ok, ora parto con l’argomento centrale del mio disquisire di oggi, argomento che, a quanto pare, è diventato la “notizia” del giorno (virgolette doverose, potrebbe passare per un abuso verbale). Ogni giorno mi alzo, trascino il mio culo e una tazza di latte e cereali davanti al computer e apro due siti, uno di gossip e un altro, repubblica.it, di notizie. Stamattina, per qualche secondo ho avuto l’erronea impressione di aver aperto per due volte thesuperficia.com, il mio sito di gossip preferito. Nella homepage del sito del quotidiano la Repubblica, in capo alle altre notizie, una lettera aperta di una donna ferita dagli atteggiamenti vagamente sessisti e provoloni del marito. Nel pomeriggio arriva la lettera di scuse di quest’ultimo, che, facendo leva su di un tutto italiano sentimento buonista, ricorda alla moglie gli anni di unione affettuosa e dice che è colpa del fatto che lui è un uomo «giocoso e autoironico e spesso irriverente». Succede anche questo nel nostro bel paese, soprattutto se lo sposo in questione è il “nostro” (virgolette nuovamente doverose, potrei essere offensiva nei confronti di chi non gli accordò la sua preferenza nel 2001) ex presidente del consiglio, l'unico personaggio che nel bene, ma molto più nel male, riesce ad appassionare milioni di italiani, il signor Silvio Berlusconi. Il fattaccio, che ha reso la moglie furiosa, è avvenuto alla serata del gala dei telegatti. Il "simpatico" nanetto con il suo "simpatico" atteggiamento ha fatto il "simpatico" (virgolette nuovamente doverose, ma questa volta per dire che è un simpatico ironico) con una serie di squallide e pettorute soubrette. E giù tutti a ridere, quando il capo del baraccone, quello che mette i soldi nei portafogli di una lunga lista di orridi mostri televisivi che fanno impallidire bestie mitologiche come il Minotauro, fa le sue battute degne di uno dei peggiori spettacolini da piano bar su una nave della Costa Crociere (la storia si ripete). Dice alla signorina Ayda Yespica che "Con te andrei ovunque", Alla velina mora (non credo abbia un nome, le veline lo acquisiscono solo dopo essersi scopate un calciatore) "vedo che il sarto ha risparmiato sulla stoffa" e dulcis in fundo, a Mara Carfagna (una donna che è laureata in giurisprudenza, fa la valletta e è parlamentare di Forza Italia, per la serie guardate chi abbiamo sui banchi del parlamento) "Guardatela, se non fossi già sposato me la sposerei". Tutto questo mentre la moglie, Veronica Lario, o era a casa o nel suo angoletto ombroso di privacy, a rodersi il fegato. E così giù, tutto nero su bianco, lo sfogo e la richiesta di pubbliche scuse di madame Berlusconi, e, beffa nella beffa, proprio dalle pagine di un quotidiano "nemico" al marito come Repubblica. Ma per chi lo conosce, evidentemente più della moglie, Berlusconi non è nuovo a questo genere di commenti. Un pò di memoria storica ci riporta alla celeberrima sua uscita, nel 2005, in cui diceva di aver utilizzato le sue arti di grande seduttore per convincere il presidente della Finlandia, Tarja Halonen, a piazzare a Parma la sede dell'autority alimentare europea. Ma anche, per uscire dalla sequela delle battute sessiste, ancor più noto è il gesto delle corna fatte durante la foto di rito del vertice dei ministri degli esteri europei (ricordate, lo era, ad interim) alle spalle del ministro degli esteri spagnolo, Josep Piquè. Politico o Comico? Effettivamente io lo vedrei meglio a Zelig che in parlamento, sarebbe di certo meno dannoso, ma nemmeno farebbe troppo ridere con queste spassosaggini antidiluviane. Ok, una marea di programmi, giornali, blog hanno già commentato lo scambio di lettere aperte dei due coniugi, con svariate reazioni. A destra e a sinistra c'è chi appoggia la moglie, chi il marito, chi trova sbagliato lavare i panni sporchi in pubblica piazza, alcune donne insorgono contro la pessima abitudine dell'uomo medio italiano di guardare e commentare le signorine e erigono la incavolata Veronica ad esempio, altre si sciolgono lacrime davanti alla risposta romantica, molti uomini mettono Silvio su un piedistallo fatto di cameratismo maschile(beh, quanti di voi vorrebbero fare battutine esplicite a Ayda Yespica, siate sinceri). Oggi propongo un bello e sano scambio di idee in proposito. Io personalmente non voglio fare la femminista a tutti i costi appoggiando la Lario (sebbene, di certo, mi ispira molto più simpatia del marito quasi grottesco), in quanto ritengo che in ogni matrimonio, una lite di qualsiasi genere, debba risolversi con una bella discussione nella propria casetta senza urla, sbraiti e soprattutto lettere pubbliche. Certo è che, da ciò che ho letto, il loro matrimonio sembra essere qualcosa di spaventosamente asfittico, la classica situazione definibile come “l’amore è finito ma ci sono troppe cose in ballo perciò rimaniamo insieme”, ma se il mio futuro marito commentasse o facesse l’imbecille con altre donne in mia presenza non me la prenderei così a male. L’uomo, si sa, è cacciatore. Certo, se venissi a sapere che lo fa in mia assenza, allora sarei riposseduta dallo spirito di Lorena Bobbit e procederei ad una evirazione dolorosissima. La lettera di risposta di Berlusconi, al limite del patetico e del macchiettistico, mi fa pensare un po’ alle liti tra moglie e marito in cui la moglie si sgola a cercar di fare capire il problema al marito, mentre lui risponde “ma io ti amo”, noiosa e banale, fossi stata io in lei l’avrei mandato a cagare. E come ne usciranno i coniugi? E Berlusconi? Ossessionato dalla sua immagine, ne uscirà indenne, o quasi, di nuovo? Infine, apprendo proprio ora dalla televisione, Emilio Fede e Giuliano Ferrara hanno annunciato il lieto fine in casa Berlusconi, la cena in famiglia. Tutto Sereno ad Arcore, Almeno per ora… 29 January Distruzione Ossea...Guardo: Niente di personale, Su La7, Piroso inizia ad ossessionarmi Mood: Stanca Ok, non ho più l’età, diamo per assunto questo. Forse sono le sigarette, sicuramente la ciccia in stra-abbondanza, ma è un dato di fatto che sono troppo vecchia per certe cose. Sabato sera mi impongo di andare a ballare. Allora, i giovini alternativi poco più che maggiorenni (ma anche tanti tanti lattanti) hanno un innata predilezione per un genere musicale che non riesco a definire. Ai miei tempi (sono andata a ballare per la prima volta in vita mia con Yasmin a 15 anni) si ballava un po’ di punk, ska, happy, e magari qualche vecchio successo degli anni ’80. Abituata dalla mia esperienza danzerina di ben otto anni (mio dio, quanto mi sento vecchia) rimango sconcertata ogni qual volta mi trovo davanti a della musica che non riesco a definire. Ci rechiamo al Classico Village, Via Libetta, vecchio luogo di ancestrali ballate allegre, Io, Gigio, Frà, Dario e Marco. Tre sale che affacciano su un cortiletto gradevolmente Urban che affaccia sulla fantastica zona dell’ostiense . Sala Club, ove suona musica che riesco a definire solo come Dance anni ’90, e siccome io all’epoca ero troppo immersa nel mio mondo fatto di poteri del cristallo di luna ignoro l’esistenza del 50% delle canzoncine. Infondo alla saletta campeggia un palchetto dove giovani ragazze e ragazzi, dall’aria più che sufficentemente coattella, ballano in modo vagamente edonistico e sessualmente esplicito. No, direi che non fa per me. Sala Loft, frequentata da Darkettoni minorenni, dove si suona Cure e cose simili. Forse avrebbe fatto per me se fossi stata sul genere al liceo. Terza e ultima Sala, Sala Groove (mi auguro che venga la scabbia a chi ha concepito dei nomi così di merda), dove la musica mi ha sconcertato più di tutte le altre, ma dove poi, per ovvi motivi, abbiamo stazionato la maggior parte del tempo. Mi dispiace, ma io il Nu-Metal non lo riesco proprio ad assimilare nel cervello a musica punk. Scusatemi ma io non ho mai canticchiato Marylin Manson o Limp Bitzkit o chi per loro. E, dio santo, non me li mischiate. Piazzata davanti al DJ, attendo con ansia che questo mi guarda in faccia per mostrare le mie migliori espressioni sdegnate. Rinuncio, tra urla sguaiate di cantanti ridicolmente brutali nell’estetica e per questo adatte solo agli adolescenti, e mi siedo su di un pouf gommoso e mi perdo in chiacchiere allegate al gossip del secolo (e, in quanto tale non posso rivelarlo su un blog). Inizio a Rimpiangere i bei tempi del Toretta Stile, di cui, per celebrarne nostalgicamente i tempi, ho incorniciato i vecchi volantini e li ho appesi alla parete della mia stanza, la musica si che era perfetta, la concentrazione di persone per metro quadro bilanciata, il divertimento assicurato, e forse ero troppo piccola per notare le piccole sbavature di imperfezione e mi si adattava tutto alla perfezione… Ah, il Toretta Stile (lacrimetta malinconica). Poi… Ta Da Ta Da Ta Da, Oh, Make Me Over… Scatto sull’attenti, e Gigio con me, e sulle note di Celebrity Skin delle Hole, mi ributto nella mischia, finalmente qualcosa che appartiene ai miei tempi e alla mia cultura musicale. La musica ha un lieve miglioramento e i maschi (questi stupendi esseri!) raggiungono noi pulzelle. Tornata a nuova vita, musicalmente parlando, la allegra combriccola si perde in danze. Decido, sulla musica dei Green Day, mio vecchio amore adolescenziale, di darmi al Pogo. Stranamente non becco botte dolorose e mi compiaccio di ciò. Continuo, finché ho fiato e finche il sonoro mi sostiene, a buttarmi nel macello, spintonare estranei e evitare di cadere rovinosamente al suolo trascinandomi la ciccia. L’incanto dura pochi minuti, forse una decina, e si ritorna a urla sgradevoli. Ci appostiamo verso la parte calma della sala, nella speranza che il vento musicale torni a soffiare in giusta direzione e assistiamo esterrefatti a scene dell’altro mondo, tra cui la rovinosa caduta al suolo di Gigio e Marco. Ok, s’è fatto tardi, ce ne andiamo. Stamattina , sveglia alle tre, devastata, letteralmente. Dolori in ogni dove. Sono decrepita, porco Cazzo. 25 January Emotivamente Devastata...Mood: Smarrita 24 January Fiaba Giapponese...Bevo: Tea Rosso Cinese Ascolto: Il telegiornale de La7 (ho una cotta per Antonello Piroso) Mood: Sbadigliante Dopo aver trascorso la giornata di oggi in modo abbastanza pigro e casalingo, mi metto qui a recensire qualcosina che mi piace, ma prima vi narro gli eventi degli ultimi giorni. 21 January Acqua Marcia...Fumo: Una Benson blu Rieccomi a scrivere per lamentarmi di qualcosa. 20 January Vecchie Masserizie...Guardo: Huff 14 January Momentaneo Saluto...Mood: 17 anni nel cuore, 23 sulla pellaccia Innanzitutto, se siete curiosi di sapere quale dei due modelli di Onitsuka Tiger ho acquistato devo deludere Manu e Emi dicendovi che ho scelto, dopo ampie riflessioni, quelli non neri... Parto conm il post vero e proprio. Ancora una volta come poco meno di un mesetto fà, sono costretta a chiudere i battenti per non sò quanti giorni. Destinazione una città non troppo lontana, che raggiungerò con il treno, per rendermi utile. In ogni caso, ho trovato estremo stress nell'ultimo mio (breve) viaggetto e spero di non ripetere l'esperienza. Viaggiare, per me, è come essere racchiusi in una fottuta bolla. E dalla bolla si fanno cose strane. Si compra quasi tutto ciò che ci colpisce, ripetendosi a bassa voce "Chissà quando ci torno qui" (figuriamoci sotto saldi). Si è liberi di girare vestiti nei peggior modi, tanto nessuno ci conosce (come se non lo facessi anche a Roma). Ci si sente quasi alleggeriti del ruolo che noi stessi ci siamo creati all'interno della nostra famiglia, delle amicizie, e vorrei poter dire per quanto mi riguara, dell'ambiente lavorativo. In quella bolla, spero di star bene e di non ritrovarmi a vederla scoppiare. Stacco, dopo una serata danzerina come ai vecchi tempi, con lo spaventoso tubo di via Libetta attraversato con la mia Gigio e tanta nostalgia dei vecchissimi tempi (nostalgia, solo nostalgia, tornerei indietro solo per una mezzoretta...). Chi ha il mio numero di cellulare può entrare un attimo nella mia bolla (c'é qualcuno che s'é beccato il cazziatone l'ultima volta, perciò in guardia), e sapere come stò. Se riesco a captare la wireless illustratami dal mio fratellone minore potrò addirittura postare dal mio Nintendo Ds (esperienza che reputo immancabile nella mia esistenza). Vi bacio tutti, i maschi e Maru dappertutto(Porno Silvia non ti risparmia Marucciolottola!), le femmine si beccano solo un bacino sulla guancia, salvandosi così dalla mia bava malefica (non ho bevuto, lo prometto, m'e' solo arrivata una canna ad una certa e, da brava nostalgica, qualche tiretto l'ho fatto...). See You soon, il letto mi attende... 09 January Dubbio Insolubile...Mood: Gastrite o giù di li... In questi giorni non ho molto da dire, un po per mia apatica voglia di essere apatica (o ripetitiva, vista la frase) un po perchè effettivamente non c'e' nulla di nuovo sul fronte occidentale. In ogni caso oggi mi sono dedicata all'osservazione pre-saldi, necessaria pratica per ogni abitante di città invase da gente che si uccide per un paio di jeans o per una maglietta al prezzo leggermente più basso del normale. Come ogni donna eterosessuale, sebbene conosco più di una persona che asserisce io sia lesbica, ho due capricci irrinunciabili: le scarpe e le borse. E anche se io sono un tipo da scarpe da ginnastica e borsette non di Gucci, necessito trascorrere almeno un ora al giorno a pensare a tale merce. Così, tra le vetrine sovrapprezzo di viale Europa, accompagnata dalla inseparabile GigioGigio, ho scovato un piccolo tesoro: Le Onitsuka Tiger Snow Heaven 72 della Asics, stupendi e sublimi scarponcini che negli anni ottanta erano indossati fieramente dalle componenti della nazionale nipponica di sci. Interno in pelliccia (ovvio, che lo dico a fare) sintetica verde fosforescente, esterno sul marroncino chiaro, ovviamente al prezzo iproponibile di 125 euro tondi tondi. Le ho provate e quasi quasi sfilavo dal portafoglio la mia affaticatissima Poste Pay. Poi la parola "Saldi" ha iniziato a risuonare nel mio cervello. Ho resistito. Poi, dopo una serata tra donne, vista la dipartita (oddio, così pare che è morto) del prode Emiliano, mi sono piazzata qui a cercare siti che vendono tale modello di scarpe ad un prezzo più accessibile per scoprire che oltre alla pelliccia verde acida ne esistono anche un paio più sobrie nere. Generalmente preferisco comprare scarpe nere, soprattutto se spero di sfruttarle al massimo, visto che alla fine, come sanno pure i muri, il nero stà bene con tutto (tranne con blu e con il marrone, ma tanto non li indosso), ma quelle marroncine chiare mi hanno colpito a livello percettivo, e poi mi piace il fatto che la pelliccia sia di colore diverso. Temo inoltre che il bloccone nero sia "indefinito" mentre con quelle marroni sia più comprensibile la forma della scarpa. Colta da questo dubbio atroce, ho deciso di farmi dare una mano da voi (ultimamente poco presenti, bastardacci!) nell'ardua scelta, percui posto allegate a questa mia farneticazione entrambe le scarpe. Siete liberi di mandarmi a cagare, ma vi ricordo che una donna in fase premestruale e presaldi, con il desiderio di un paio di belle (almeno secondo me) scarpe nuove, può essere veramente molto permalosa... 04 January Prurito Indomabile...Mangio: Pane e Nutella Mood: Stressata Allora, arieccomi qui, con una novità agghiacciante. Da un paio di settimane a questa parte i miei gomiti prudevano. Tra tutte le parti di un corpo umano che possono prudere, perchè proprio i gomiti, così inaccessibili all'occhio e difficili da grattare? Così mi sono piazzata davanti allo specchio e ho fissato le mie puntute (mh, meglio dire tondeggianti, puntute lo può dire una persona non tonda) giunture, scoprendole spellate, secche e ricoperte da bollicine. Impreco. Vado da mio zio, il marito di Evelina, medico, e gli faccio esaminare la pelle in pessime condizioni. Poi lo vedo frugare per qualche minuto e passarmi un blister di pasticchette blu tonde e piccine. "Prendine una al giorno per una settimana, poi ci rivediamo". Perplessa, chiedo "Ma cos'ho?" "Psoriasi da Stress" Impreco per circa 10 minuti, poi mi interrogo sul fattore scatenante del mio stress, visto e considerato che sono una persona decisamente poco stressata, come ben sapete tutti, che conduce uno stile di vita all'insegna del rilassamento totale. Credo sia stato il mio insolito Natale di quest'anno, i parenti e quant'altro. Infine mi ricordo un episodio traumatico della mia infanzia. Mi venne un enorme sfogo sulla schiena, i parenti medici non riuscivano a capire di cosa si trattasse e mi spedirono all'ospedale dermatologico della mia città, il San Gallicano, locato in trastevere. Li, dopo qualche ora di sala di attesa, mi fecero distendere su di un lettino e il medico esaminò lo schifo che avevo al centro della mia schiena. Si assentò per circa cinque minuti e torno con almeno, a quanto ricordo, una decina di colleghi, che, meravigliati, osservavano e toccavano la mia piaga purulenta. Poi uno di questi uscì, tornando con una macchina fotografica e mi chiese se potevo lasciargli fotografare il tutto, visto che ero il terzo caso documentato nella medicina moderna italiana, di Herpes Zoster, meglio conosciuto come Fuoco di sant'Antonio, che generalmente colpisce gli adulti, e quasi mai i bambini. Ovviamente in quel periodo non sapevo nemmeno cosa fosse lo stress, ma i medici dissero che era una palese somatizzazione di ansie varie, e da allora, ogni due anni, questo simpatico ospite del mio corpo si fà rivedere, ma ormai, allenatissima al riconoscerlo, lo blocco immediatamente cospargendomi di aciclovir. Ecco, evidentemente la mia predisposizione naturale a esprimere il mio stress non in violenza, ne in urla, bensi in piaghe schifose indosso a me, si è fatta rivedere. Per fortuna, il mio adorabile fratellino, si è presentato a casa, fottendosene del divieto assoluto di introdurre alimenti grassi, con un vasettone da 750 grammi di Nutella, che stò provvedendo a finire in fretta per sublimare tutte le mie angosce inespresse... Emh, tutte scuse... 01 January Anno Nuovo...Fumo: Una Benson Blue Mood: Abbottata dal cibo Allora, rieccoci. Anno nuovo, già, anno nuovo. Generalmente mi faccio sempre prendere da stupidi sentimentalismi e in queste date convenzionalmente importanti tiro le somme. Ho passato una serata guardando Nip/Tuck (come da tradizione)in buona compagnia e mangiando come un otre (ogni occasione è buona: Tagliere di formaggi, zucchine, porcini, carciofi e fichi come antipasto, timballo di maccheroni con un litro di besciamella, panna, pomodori, rucola e fontina, parmigiana di melanzane, brownies al cioccolato con gelato affogato al cioccolato bianco sopra, tutto cucinato con le mie sante manine), senza invidiare nemmeno per un attimo la gente in piazza con lo spumante e gli ubriachi che lanciano le bottiglie. Poi, alzata di buon ora rispetto alla media generale, mi sono messa a fare la sguattera e ripulire casa dagli schizzi di olio fritto e quant'alto (ancora sono a metà dell'opera). Mi sono fermata e ho aperto la mia agenda nuova tutta nera e sobria e al primo Gennaio ho scritto: Propositi per l'anno nuovo:
Giorni fà guardavo una vecchia agenda, sulla quale avevo fatto una lista simile, e mi sono sorpresa di me stessa nel scoprire che il 90% delle cose che avevo scritto, nel corso degli ultimi anni le avevo fatte, e il restante 10% erano cose su cui avevo cambiato idea (come farmi tatuare un codice a barre dietro la nuca, Dark Angel mi ha rubato l'idea prima che io potessi). Perciò consiglio a tutti voi di fare un attimo mente locale, in questo giorno che convenzionalmente chi ha introdotto il calendario gregoriano ha deciso essere il principio di un nuovo periodo di 365 giorni, e rileggere dopo un anno questa lista per infine deprimersi o essere fieri di se stessi. Buon anno a tutti e che questo giorno possa essere l'inizio di nuove battaglie e speranze per voi tutti! |
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